Esiste una Paros che non entra in nessuna cartolina. Non è la Paros delle spiagge affollate o dei porti chiassosi, ma quella che inizia dove finisce l’asfalto — nell’entroterra montuoso, dove la luce cade in modo diverso e il tempo scorre lento. Se lasciate il mare alle spalle anche solo per una mattinata e salite verso i villaggi, scoprirete il cuore nascosto dell’isola: una rete di sentieri in pietra che, da secoli, unisce persone, campi e storie.
Lefkes, il villaggio tra le nuvole
Il punto di partenza sono le Lefkes, il villaggio più alto e uno dei più pittoreschi di Paros, costruito ad anfiteatro ai piedi delle montagne. La sua posizione non è casuale: negli anni delle incursioni piratesche gli abitanti si allontanarono dalla costa e costruirono qui, nascosti nell’entroterra, lontano dagli sguardi indiscreti del mare.
Passeggiate tra i vicoli stretti e bianchi, tra dimore signorili dal tocco neoclassico, buganvillee che traboccano dai muri e l’imponente chiesa marmorea della Santissima Trinità. Fate un respiro profondo dell’aria pulita e fresca di montagna — da qui inizia il percorso.
La Via Bizantina, un lastricato attraverso il tempo
Il sentiero che collega le Lefkes a Marpissa non è un semplice passaggio. È la celebre Via Bizantina, un’antica strada lastricata con lastre del marmo locale di Paros, che per secoli ha rappresentato l’arteria principale di comunicazione tra i villaggi dell’entroterra.
Sotto i vostri piedi, le pietre sono levigate dai passi di innumerevoli generazioni — contadini con i loro animali, mercanti, pellegrini. Camminare qui ha qualcosa di rituale. Si sente solo il frinire delle cicale, il campanaccio di un gregge lontano e il vento che passa tra gli ulivi.
A Paros, i viaggi più belli non si fanno in automobile, ma a piedi — un passo alla volta, sulle stesse pietre calpestate da secoli di uomini.Detto popolare dell’entroterra pariano
Tra uliveti e natura selvaggia
Scendendo, il paesaggio si dispiega come un dipinto. Uliveti rigogliosi con alberi secolari, muretti a secco che disegnano i pendii, timo, salvia e origano che profumano l’aria. In primavera, la terra si riempie di papaveri, margherite e orchidee selvatiche.
Questa è la natura incontaminata dell’Egeo, un lato di Paros che pulsa di biodiversità. Fontane in pietra, piccole cappelle che spuntano alla curva del sentiero, e scorci di mare e della vicina Naxos che si aprono a intervalli. Mantenete un ritmo lento — qui non c’è fretta di arrivare da nessuna parte.
Marpissa, la meta con i mulini a vento
Il sentiero termina a Marpissa, un vivace villaggio tradizionale con vicoli labirintici, archi in pietra e i caratteristici mulini a vento in pietra che si ergono a guardia sulla sua sommità. Sopra il villaggio domina la collina di Kefalos, con il monastero bizantino di Sant’Antonio e le rovine di un castello veneziano — da lì, la vista su tutta la Paros sud-orientale toglie il fiato.
Sedetevi in una piazza ombreggiata, rinfrescatevi e lasciate che la sensazione del cammino si depositi. Avete appena attraversato la spina dorsale storica dell’isola.
L’escursione dalle Lefkes a Marpissa è molto più di una passeggiata — è un incontro con la Paros autentica, un respiro di libertà lontano dalla folla. Indossate le scarpe, portate acqua e lasciatevi andare. L’isola ha da raccontarvi una storia che non si ascolta dalla spiaggia.
Informazioni utili
- Il percorso Lefkes–Marpissa è lungo circa 4–5 km e si completa in 1,5–2 ore, con difficoltà da bassa a moderata (prevalentemente in discesa dalle Lefkes).
- Le stagioni ideali sono la primavera (aprile–giugno) e l’autunno (settembre–ottobre), quando le temperature sono miti e il paesaggio è rigoglioso.
- Indossate scarpe da trekking chiuse — il lastricato scivola ed è irregolare in alcuni tratti.
- Portate con voi acqua, cappello e crema solare. Non ci sono negozi lungo il sentiero.
- Il sentiero è segnalato, ma vale la pena avere anche una mappa escursionistica o un’app di navigazione offline.
- Partite presto al mattino per evitare il caldo e godervi la luce tenue dell’alba.