Sta sorgendo il sole e il mare sotto i tuoi piedi non è semplicemente blu — è quell’azzurro profondo, senza fondo, che ha reso leggendaria Amorgos. Ti fermi su un sentiero lastricato che sale tra rocce scoscese e timo selvatico, e capisci che qui il modo più lento di viaggiare è anche il più autentico. Non c’è fretta. C’è solo il suono del vento, i campanacci delle capre e il tuo stesso passo.
Amorgos, avamposto sudorientale delle Cicladi, è un’isola che si scopre a piedi. Un’estesa rete di sentieri segnalati collega villaggi, monasteri, spiagge e vette, dispiegando davanti a te il suo volto più autentico — quello che non si vede dalla strada.
Il leggendario Nº 1: un percorso, tutta l’isola
Se esiste un sentiero che racchiude in sé tutta l’anima di Amorgos, è il Nº 1. Il percorso classico collega Katapola con Aigiali, passando per Chora e il Monastero di Chozoviotissa, e ti porta da un’estremità all’altra dell’isola.
Si parte dal porto, si sale verso Chora con i suoi mulini a vento e il Castello veneziano, e poi il paesaggio si apre in tutta la sua ampiezza. Cappelle bizantine spuntano sui pendii, i muretti a secco in pietra incidono la storia di generazioni, e la vista sul mare aperto ti accompagna a ogni curva. È un’escursione che non si dimentica.
La Chozoviotissa, inchiodata alla roccia
Nessuna fotografia ti prepara al momento in cui vedrai il Monastero della Panagia Chozoviotissa emergere bianco, incollato come un nido di rondine alla parete rocciosa verticale, 300 metri sopra il mare. Costruito nell’XI secolo sotto Alessio I Comneno, si erge qui da quasi mille anni.
Sali i gradini con il fiato mozzato — dalla fatica e dallo stupore. Dentro, solo poche celle su otto piani di larghezza. Fuori, il “Blu Infinito” disteso fino alla fine dell’orizzonte. Un bicchierino di rakomelo offerto dai monaci chiude la visita nel modo più ospitale.
Per ogni passo, un sentiero
La bellezza di Amorgos sta nel fatto che non richiede di essere atleti. Da passeggiate tranquille intorno ai pittoreschi villaggi di Aigiali — Lagkada, Tholaria, Potamos — fino a salite impegnative, c’è un percorso per ogni visitatore.
Per chi cerca la sfida, la vetta Krikelos, la più alta dell’isola, ricompensa con un panorama che abbraccia metà dell’Egeo. E qualunque percorso tu scelga, la primavera e l’autunno sono le stagioni ideali: la luce è tenue, l’aria fresca, le montagne vestite di fiori selvatici.
Il ritmo del luogo
Camminando ad Amorgos, impari a leggere l’isola. Ogni muretto a secco è stato costruito da qualche mano. Ogni pozzo, ogni aia, ogni cappella testimonia una vita dura e fiera, legata alla pietra e al mare. Questi sentieri non sono stati creati per i turisti — li hanno tracciati gli stessi abitanti di Amorgos, andando ai loro campi e ai loro porti.
Quando li percorri, non sei un visitatore. Sei un anello in più in una catena di passi secolari.
Ad Amorgos non si va in fretta da nessuna parte; si arriva semplicemente dove si è sempre voluto essere.Detto popolare dell’isola
Concludendo una giornata di escursione, con i piedi stanchi e lo sguardo colmo, capisci che Amorgos non si concede facilmente. La si conquista. E proprio per questo, resta dentro di te per sempre.
Informazioni utili
- Porta con te: Acqua a sufficienza, cappello, crema solare e buone scarpe da trekking.
- Quando: Al mattino presto — evita le ore centrali della giornata in estate.
- Stagione ideale: Primavera e autunno, con temperature miti e paesaggio in fiore.
- Percorso simbolo: Il sentiero Nº 1, Katapola–Chora–Chozoviotissa–Aigiali.
- Segnaletica: Segui i sentieri segnalati e calcola con calma i tuoi tempi.
- Rispetto: Al Monastero di Chozoviotissa è richiesto un abbigliamento adeguato; rispetta gli orari di visita.